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27 Settembre 2002
IRAQ: mozione unitaria Ulivo
Premesso che
l’informativa resa alla Camera dal Presidente del Consiglio nella seduta del 25 settembre ha aperto una seria preoccupazione circa il ruolo internazionale dell’Italia ed ha segnalato passività, incertezze e contraddizioni che sono emerse in modo assai evidente nei diversi interventi svolti dal Presidente del Consiglio all’ONU e nel Parlamento italiano, in particolare circa il ruolo delle Nazioni Unite;
si è resa del tutto evidente l’assenza di iniziativa politica del nostro governo nei confronti degli altri Paesi dell’Unione Europea e delle istituzioni europee;
è emersa anzi una linea di tendenza che rischia di accrescere le divisioni interne all’Unione Europea indebolendone il ruolo in una fase che può essere decisiva per il futuro delle relazioni internazionali;
è mancata qualsiasi iniziativa nei confronti della Lega Araba, che peraltro si sta adoperando per ottenere dal governo irakeno ogni garanzia per il libero accesso degli ispettori ONU ai siti interessati;
nell’opinione pubblica mondiale come tra i cittadini del nostro Paese è fortissima la preoccupazione per iniziative e dichiarazioni che sembrano costituire veri e propri preparativi di una “guerra preventiva”;
qualora prevalesse una strategia della sicurezza fondata sull’unilateralismo e sull’uso preventivo della forza militare si produrrebbero conseguenze drammatiche per la situazione internazionale e si comprometterebbe il ruolo ed il rilancio delle funzioni dell’ONU, in particolare quelle previste dal Capitolo 7 del suo Statuto;
questa strategia potrebbe acuire le probabilità di attacchi terroristici e potrebbe indebolire i governi dei paesi arabi moderati aprendo spazi assai pericolosi al terrorismo ed ai suoi sostenitori;
la lotta ad ogni forma di terrorismo, in particolare dopo la strage delle Twin Towers, è una priorità fondamentale per la comunità internazionale;
al fine di ottenere risultati nell’azione contro il terrorismo internazionale è indispensabile mantenere e consolidare una vasta e solidale coalizione mondiale nel quadro dell’ONU e delle altre sedi multilaterali;
l’Unione Europea in questa cornice è chiamata a dare un contributo autorevole attraverso l’azione congiunta dei suoi Stati membri;
l’intesa e la collaborazione con i paesi arabi che partecipano alla coalizione contro il terrorismo è una delle condizioni per il suo successo e per scongiurare l’ipotesi di uno “scontro di civiltà” tra Occidente e Islam;
la mancata soluzione del drammatico conflitto israeliano-palestinese continua a produrre lutti e sofferenze indicibili per i due popoli e a rappresentare un grave elemento di tensione e di rischio per la pace in tutta l’area e nel mondo;
il regime di Saddam Hussein si è reso responsabile di gravi e massicce violazioni dei diritti umani, infliggendo terribili sofferenze alle popolazioni irakene;
i comportamenti di questo regime autoritario sono stati più volte condannati dalle Nazioni Unite in quanto rappresentano una minaccia per la stabilità regionale e la sicurezza;
l’impatto di oltre un decennio di sanzioni all’Irak è stato di grande entità sulla popolazione, e in particolare sui bambini e sulle donne;
La Camera dei Deputati
-valuta positivamente la ripresa di una decisa iniziativa delle Nazioni Unite volta ad ottenere dal regime irakeno il pieno rispetto delle risoluzioni ONU;
-considera la sede delle Nazioni Unite l’unica legittimata ad indicare le modalità e gli strumenti idonei ad ottenere la ripresa delle ispezioni in territorio irakeno e il disarmo totale di eventuali armamenti di distruzione di massa;
-sottolinea come in questo contesto sia possibile per l’ONU operare una verifica sugli effetti provocati sulle popolazioni civili dalle sanzioni economiche contro l’Irak e stabilire tappe e modalità per la conclusione dell’embargo;
-prende atto con soddisfazione della disponibilità espressa dal Governo di Bagdad di accettare la ripresa incondizionata delle ispezioni sul proprio territorio;
-sottolinea come questa posizione sia il primo frutto delle pressioni internazionali esercitate sul regime irakeno cui devono seguire l’effettivo rientro degli ispettori e il rispetto dell’insieme delle risoluzioni ONU rivolte all’Irak;
-esprime ferma contrarietà alla guerra, considerando in questa situazione necessario compiere ogni sforzo per evitare un intervento armato in Irak,che moltiplicherebbe le tensioni già presenti nell’area e indebolirebbe la coalizione internazionale contro il terrorismo, aprendo peraltro in Irak e nella regione uno scenario dagli esiti non prevedibili;
impegna il Governo italiano:
a riferire costantemente in Parlamento sulla evoluzione della situazione e a non assumere determinazioni senza il coinvolgimento delle sedi parlamentari competenti, nel rispetto del dettato costituzionale;
a non assumere nessuna nuova decisione in merito alla partecipazione italiana alla missione Enduring Freedom in Afghanistan senza un nuovo pronunciamento del Parlamento;
ad agire affinchè maturi una posizione ed una iniziativa dell’Unione Europea in grado di rafforzare e sostenere lo sforzo politico e diplomatico in atto da parte delle Nazioni Unite sulla crisi irakena, così da evitare il ricorso all’intervento armato;
a rilanciare come prioritario l’impegno del nostro Paese e dell’Unione Europea, nell’ambito del “quartetto”, per il perseguimento di una pace giusta e stabile tra Israeliani e Palestinesi sulla base del principio “Due popoli, due Stati” e dell’attuazione delle risoluzioni 242, 388 e 1435 delle Nazioni Unite;
a confermare l’impegno dell’Italia contro ogni espressione del terrorismo internazionale nel quadro dell’iniziativa dell’Europa e delle altre istituzioni internazionali;
ad operare con coerenza contro la povertà, la fame, il sottosviluppo, le violazioni dei diritti umani – da cui spesso originano odio e violenza – attraverso un adeguato rilancio della politica di cooperazione per lo sviluppo sostenibile, il raggiungimento dell’obiettivo dell’1% del PIL da destinare agli aiuti, una forte iniziativa per la cancellazione del debito dei paesi più poveri.
Roma, 26 settembre 2002
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