30 Giugno 2003
SPECIALE ENERGIA
IL BLACK-OUT DI GOVERNO DEL SETTORE ELETTRICO
di Paolo degli Espinosa, dell’Esecutivo Nazionale Sinistra Ecologista




IL BLACK-OUT DI GOVERNO DEL SETTORE ELETTRICO

(Di Paolo degli Espinosa , dell’Esecutivo Nazionale Sinistra Ecologista).


L’ Italia è sulla soglia del black-out elettrico, a causa della punta estiva dei consumi dei condizionatori e del contemporaneo distacco di 800 MW dalla Francia. Tra i gravi disagi sofferti dai cittadini, si può citare il caso di quelli rimasti intrappolati negli ascensori .Le associazioni dei consumatori si preparano giustamente a fare causa al Governo, mentre la Protezione Civile protesta per il mancato preavviso delle interruzioni.
Sul piano politico, è anche iniziato, come avviene spesso in questi casi, un rimpallo di responsabilità , con il tentativo da parte del Governo di strumentalizzare la situazione a favore della sua politica di grandi centrali.
In tutto ciò, occorre prima di tutto un po’ di chiarezza sulla situazione, per accennare poi alle proposte della Sinistra Ecologista.
Va detto, intanto , che l’aumento di richiesta di questi giorni è del tutto prevedibile : i cittadini si difendono dal caldo con i condizionatori, che producono un problema specifico di “punta di potenza “, ben distinto da un eventuale problema di disponibilità di energia elettrica.
La punta di potenza dipende infatti dalla contemporaneità delle richieste, nelle ore più calde, che provengono da milioni di famiglie e di uffici. Ad una rapida valutazione, si può pensare ad una punta di 1500 MW di potenza in più , rispetto ad un totale ordinario intorno a 50.000 MW.
Si tratta , diciamolo ancora, di una questione di punta di potenza, della durata di poche centinaia di ore , in giugno e luglio, non di un deficit di disponibilità di energia elettrica.
Per provvedere, si può intervenire sia sul lato domanda , spostando l’impiego di altri elettrodomestici, come lavatrici e lavasoviglie, verso le ore serali e notturne , attraverso la introduzione di differenze tariffarie ad hoc.
Per la parte residua,sul lato offerta, occorrerà provvedere con impianti di tipo non previsto dalla legge sblocca- centrali , in quanto semplici e maneggevoli, come le turbine a gas, non ottimizzati sui rendimenti, ma progettati per fornire potenza per brevi periodi di particolare richiesta. Prima di costruirli, sarà meglio comunque verificare quelli che già esistono e assicurarne le condizioni di utilizzo.

Ritornando ora ai consumatori e anche agli operatori, bisogna definire un pricipio di applicabilità molto pià ampia rispetto all’ attuale black – out dei condizionatori. Il principio, valido per un più ampio orizzionte di riforma del sistema elettrico ed energetico, è semplicissimo : i buoni comportamenti vanno spiegati, resi possibili e premiati. Su questa strada emerge l’importanza della grossa risorsa , costituta dal potenziale di intervento sulla efficienza elettrica.

Il dato più rappresentativo, in proposito, pubblicato da ANPA in un documento del 1999, quantifica il potenziale in questione in 70 – 90 miliardi di kWh, pari al 25 – 30 % del consumo di 300 miliardi di kWh, con costi molto più bassi rispetto a quelli di generazione.

Supponiamo di voler conseguire un risultato di efficienza limitato a 60 miliardi di kWh in 10 anni , cioè 6 all’anno. Questo obbiettivo è in grado di controbilanciare, a tutti gli effetti, l’aumento della richiesta del 2 % all’anno, sulla base accennata di 300 miliardi di kWh, determinando per di più un forte risparmio delle importazioni di combustibili fossili, con vantaggio sia per l’ambiente che per la bolletta elettrica.
L ’intervento di efficienza, del tutto a portata di mano, consiste nell’intervenire con opportune sostituzioni sulla qualità delle apparecchiature di consumo, elettrodomestici e motori elettrici industriali . La vicenda dei condizionatori, come anche l’esigenza di riscaldamento invernale, mettono in evidenza anche l’intervento sulla qualità degli edifici ( i vecchi palazzi non hanno bisogno di condizionamento estivo ).
Nel progetto della Sinistra Ecologista , che si contrappone al progetto governativo, tutto centrato sui grandi interessi dell’ offerta elettrica, la impostazione accennata fa parte di una più generale manovra di efficienza , non solo elettrica, su tutti i settori di consumo, da compiersi in 10 anni, con un effetto di risparmio complessivo di 30 Mtep ( milioni di tonnellate equivalenti petrolio ) su un totale attuale di circa 185 . la manovra da 30 Mtep servirà sia a controbilanciare l’aumento tendenziale dai 185 attuali ai 200 tendenziali al 2010, sia a ridurre i consumi ( non i servizi ) da 185 a 170.
L’intervento di efficienza , comunque, non è sufficiente ai fini di una strategia complessiva.Occorre un massimo di impegno sulle fonti rinnovabili, ad esempio 5000 MW di potenza eolica, per conseguire al 2010 l’obbiettivo europeo del 25 % ( settore elettrico ) nonché un forte impegno di cogenerazione di energia elettrica e calore . In generale, la generazione elettrica diffusa, sia rinnovabile che cogenerativa, va d’accordo con l’ambiente e con il territorio e permette di ridurre i consumi delle centrali a fossili, a cominciare da quelle a carbone.
Occorre anche un impegno sulle nuove tecnologie, tra cui quelle relative all’idrogeno : per produrlo , come è noto, occorrono rilevanti dosi di energia, che permettono di ottenere un vettore, trasportabile, stoccabile e impiegabile come combustibile localmente pulito.
Si tratta nell’insieme di una strategia di modernizzazione ecologica , con quattro priorità, delle quali due riguardano la lotta contro la delega ambientale e l’impegno sulla Agenda 21 e le altre due , con carattere più programmatico, riguardano la prevenzione delle emissioni di gas serra e la mobilità sostenibile.
Due parole conclusive circa il rapporto tra mercato e programmazione. E’ evidente che il mercato non è in grado di pensare da sé nè all’ambiente, come dimostra la crescita italiana delle emissioni serra, né alla sicurezza dell’approvvigionamento elettrico, come dimostra il black out dei condizionatori ( nonché la esperienza del black-out californiano ). Va anche ricordato che le estati più calde, dovute all’effetto serra, fanno aumentare la richiesta di condizionamento, creando una tendenza a spirale, del tutto insostenibile.
Occorre dunque una programmazione e regolazione pubblica, che ai fini dello sviluppo sostenibile deve conseguire l’integrazione di diverse esigenze , a partire da quella ambientale di riduzione del danno climatico , per continuare con quella economica-competitiva-occupazionale ed anche con considerazioni geo – politiche e di costruzione dell’ Europa.
Il processo energetico-ambientale va dunque governato in modo responsabile, ai diversi livelli istituzionali e con la partecipazione dei cittadini e delle associazioni , secondo il modello della Agenda 21, nel quadro di una svolta di politica industriale, con spostamento sia dei contenuti che degli attori.
Questo progetto è l’opposto del modo di agire del Governo, che approva la legge sblocca – centrali e blocca i controlli ambientali, deprime i ruoli delle regioni e degli enti locali, riduce gli interventi di efficienza, congela la carbon – tax e , dopo tutto ciò, fa pagare al Paese il suo vuoto di strategia, solo perché i cittadini si difendono dal caldo con i condizionatori.

 


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